Il Complesso Monumentale del nuovo Regina Margherita in Trastevere, uno dei più grandi della Roma Medievale
Roma nascosta ha aperto le porte del Complesso Monumentale del nuovo Regina Margherita per la prima volta. In un angolo nascosto di Trastevere, allinterno dell’ospedale “Nuovo Regina Margherita”, esiste un Complesso Monumentale dall’incredibile bellezza e dedicato a un Santo che, di fatto, non esiste: il suo nome non è infatti altro che la contrazione popolare dei Santi Cosma e Damiano, due Santi medici e martiri che curavano gratuitamente i poveri ai quali erano dedicati la chiesa e il monastero. La zona era chiamata in antichità “in mica aurea” forse per la presenza sulle pendici del Gianicolo di sabbia fluviale di colore dorato, o “Piccolo San Cosma” per differenziarlo dalla basilica nel Foro dedicata agli stessi santi.
La storia del complesso è millenaria e risale ad un primo insediamento del X secolo anche se i lavori per la sua costruzione terminarono nel 1069, anno in cui Papa Alessandro II consacrò la chiesa, come ricorda una lapide tuttora conservata. La struttura venne affidata prima ai Camaldolesi poi alle poverelle di Santa Chiara per poi essere interamente ristrutturato da Sisto IV nel 1475. La fine del monastero come sede conventuale risale al 1891, quando il complesso fu espropriato dal Comune di Roma e trasformato inizialmente in ospizio. Nel 1970, dopo I lavori negli anni sessanta, venne inaugurato il Nuovo Ospedale.
Il Complesso si affaccia su un angolo della piazza omonima, un bel protiro romanico su colonne di spoglio dà accesso al cortile antistante la chiesa, con una semplice facciata e un elegante portale quattrocentesco. Nel cortile si trova un’antica vasca in granito trasformata in fontana nel 1731. L’interno, a navata unica e con un bel soffitto ligneo, conserva alcune opere d’arte di un certo interesse, tra cui l’affresco che raffigura la “Madonna col Bambino tra San Francesco e Santa Chiara”, opera quattrocentesca di un allievo del Pinturicchio. Una cappella laterale conserva un altare formato da frammenti del monumento funebre quattrocentesco provenienti dalla chiesa di Santa Maria del Popolo.
Entrando nell’ospedale vi sono i due ampi chiostri del monastero. Il primo, realizzato intorno al 1240, è uno dei più grandi della Roma medioevale, di forma quadrangolare e con due bracci che superano i 40 metri. Il suo lato settentrionale è stato trasformato in una piccola galleria lapidaria con frammenti di iscrizioni, sarcofagi, capitelli, basi di colonne ed epigrafi. Sul chiostro si affaccia un piccolo campanile romanico. Il secondo chiostro, di minore ampiezza e sopraelevato rispetto al primo, fu costruito al tempo di Sisto IV.