Visita a Forte Bravetta

Forte Bravetta è sicuramente un luogo dove la memoria prende forma fisica, dove la storia lasciando la propria impronta inconfondibile modella il paesaggio. Costruito all’interno della riserva naturale della Valle dei Casali, è un esempio di architettura militare tardo ottocentesca: venne edificato, infatti, per volere dei Savoia, come strumento di difesa contro un possibile attacco dei francesi, tra 1877 e 1883 grazie alla particolare posizione strategica.
Avrebbe dovuto rappresentare un baluardo per Roma ma, come accade più volte nella storia per ironia tragica del destino, divenne teatro degli orrori del fascismo: a partire dal 1932, anno in cui il regime avviò le fucilazioni sommarie dei ribelli, Forte Bravetta venne utilizzato come luogo di esecuzione di tutti coloro che si opponevano o venivano sospettati di tradimento. La caduta del regime, però, non segnò la fine di questa tragica pagina di storia italiana. Dopo l’armistizio dell’8 settembre e la conseguente occupazione da parte dei tedeschi, Forte Bravetta mantenne la sua funzione di luogo di morte, divenendo l’ultima tappa di un cammino che da Regina Coeli e via Tasso conduceva direttamente sul terrapieno.

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