ROMA MEDIEVALE
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Santa Lucia della Tinta (ingresso su permesso speciale), la storia delle 4 porte e le bellezze circostanti: S.Ivo dei Bretoni, Piazza Cardelli, Palazzo Gonzaga, Piazza Nicosia e il collegio Clementino
In questa visita straordinaria ci addentreremo in un quadrante poco conosciuto del rione Campo Marzio all’interno del quale avremo modo di ammirare alcuni gioielli nascosti. Autentica perla di questa visita sarà Santa Lucia della Tinta (alias Santa Lucia ad quattuor portarum) dove entreremo grazie ad un permesso speciale.
Narreremo della storia delle quattro porte che permettevano la discesa alle fangose sponde del fiume e dove vivevano i tintori ed i conciatori di pelli.
Ma chi era Lucia a cui era dedicata la chiesa? La storia della chiesa, il cui inizio si attesta nel 1002 con l’epigrafe e le donazioni di Ottone III, già Re dei Franchi orientali e successivamente Re degli Italici ed Imperatore dei Romani, prosegue sempre nel periodo medievale con l’iscrizione di Nicola III (1277) sull’indulgenza che la santa martire avrebbe concesso ai suoi devoti e, con la realizzazione del Collegio dei Canonici (1394), porta ad una nuova intitolazione della chiesa alla beata Lucia, martire romana, che, per non cadere in tentazione, si accecò con le proprie mani.
In ottica artistica vi fu nel 1545 Il trasferimento in questa chiesa del prestigioso affresco raffigurante la Vergine Maria con il divino fanciullo tra i Santi Giovanni Battista, Santa Caterina d’Alessandria e il committente Giovanni Romanuccio.
Ma le domande sono: chi dipinse la delicata pala? E perché tanta premura per un’opera di cui si è perduto il nome dell’autore?
Poi, con il naso all’insù, ammireremo il meraviglioso soffitto dipinto con la gloria di S. Lucia di Giacomo Zoboli.
Ci soffermeremo sui restauri avvenuti sotto il patronato della famiglia Borghese e sui SS Ivo, Genesio ed Egidio, i santi della Salus infirmorum.
Proseguendo, andremo “a caccia di medioevo” attraverso l’abside della chiesa e via del Leonetto.
Da qui inizierà la nostra visita alle bellezze circostanti l’edificio religioso con S. Ivo dei Bretoni, una delle cinque chiese francofone di Roma e la facciata di Luca Carimini con la Madonna di ceramica in stile “neo-rinascimentale”.
Proseguiremo su Piazza Cardelli e Palazzo Gonzaga: qui furono ospitati Luigi Gonzaga della Compagnia del Gesù e Torquato Tasso dal cardinale Scipione Gonzaga. Poco distante ecco Piazza Nicosia e il collegio Clementino fondato nel 1595 per la nobile gioventù italiana e straniera da Papa Clemente XIII con al centro la fontana di Giacomo della Porta.
Ci confronteremo anche con la storia contemporanea partendo proprio da questa fontana che, dopo secoli, venne trasferita nella piazza solo nel 1950 e ricordando il tragico attentato del 3 Maggio 1979 in cui Roma ricorda il brigadiere Antonio Mea e l’appuntato Pierino Ollanu, qui colpiti a morte.