Visita all’antichissima Santa Maria in Via Lata ed i suoi Sotterranei
Inizieremo la nostra visita, che sarà storica, archeologica, spirituale ed artistica allo stesso tempo, partendo dalle origini e scendendo nei meandri di Roma là dove fu oratorio di San Luca, fu luogo di prigionia di San Paolo e ci fu la presenza di San Pietro. Qui sotto erano ospitati una serie di affreschi databili tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo con le Storie dei Sette Dormienti di Efeso, il Giudizio di Salomone, l’Orazione nell’Orto a cui nell’VIII secolo vennero aggiunti alcuni episodi della vita di Sant’Erasmo e di San Giovanni e San Paolo. La sistemazione seicentesca e gli interventi dello stesso Pietro da Cortona contribuirono a salvaguardarli, ma nel 1960 alcuni di essi furono staccati a scopo conservativo e sono oggi esposti al Museo Nazionale Romano (Crypta Balbi) a causa del deterioramento dovuto all’umidità ed alla presenza di acqua. In questo luogo visse, suo malgrado, San Paolo: in uno degli ambienti della chiesa sotterranea sono visibili una colonna corinzia in granito alla quale sarebbe stato legato e un pozzo ottagonale da cui sarebbe scaturita una fonte prodigiosa in seguito alle preghiere.
Punto forte del percorso sarà infatti la discesa nelle viscere della chiesa di Santa Maria in Via Lata, dove si nasconde un complesso di edifici stratificati nei secoli. A circa sei metri di profondità infatti sono stati messi in luce i resti di un imponente edificio romano, datato al I secolo d.C., ancora oggi di incerta funzione. Si trattava forse di un portico monumentale: date le vaste dimensioni e la centralità della posizione, doveva essere senz’altro un luogo molto importante. Nel III secolo d.C. però questo edificio cambiò probabilmente funzione, come si deduce dal fatto che venne suddiviso al suo interno in più ambienti, forse per adibirlo a magazzino e luogo di commerci e scambi.
La chiesa, che è di antichissima origine, deve il suo nome alla strada che in età classica costituiva il primo tratto urbano della via Flaminia – di cui la moderna via del Corso ripercorre il tracciato – e fu edificata sfruttando i resti di alcuni edifici di epoca romana. L’edificio primigeno di culto ed assistenza ai fedeli subì varie modifiche: venne murata la parte sotterranea in epoca medievale forse a causa delle inondazioni del Tevere e ricostruito più in alto ed ampliato e ricostruito ancora più in altro alla fine del 1400.
L’attuale aspetto esterno è attribuibile in buona parte a Pietro da Cortona cui si debbono la bella facciata seicentesca con portico e loggia ed il rivestimento a intonaco ed elaborate decorazioni in stucco del campanile.
L’interno, a tre navate, colpisce per la ricchezza della sua decorazione: i marmi policromi, gli stucchi dorati, i dipinti a colori vivaci del Seicento e del Settecento e il diaspro rosso di Sicilia che riveste le dodici antiche colonne in cipollino le conferiscono un aspetto solenne e festoso. A testimonianza del passato della chiesa, rimangono i resti di un pavimento cosmatesco nella Cappella del Sacramento e l’icona medievale della Madonna Advocata sull’altare maggiore.
Per la vicinanza con la residenza romana della madre di Napoleone (Palazzo Bonaparte), nella chiesa furono provvisoriamente sepolti alcuni esponenti della famiglia Bonaparte, tra cui Zenaide Bonaparte di cui si conserva tuttora il monumento funebre.
Una visita incredibile che copre almeno diciotto secoli della città eterna, vi aspettiamo!