Santa Maria Maggiore in San Vito ed i suoi Sotterranei: la pietra scellerata, l’arco di Gallieno ed il Cagnolino

A chi riesce a scorgere la nascosta via di San Vito e viene attratto dalla voglia di passeggiarci, sembrerà di entrare in un luogo di altri tempi, reso ancora più particolare dal contrasto architettonico con il quartiere nel quale si trova: l’Esquilino, dominato dai palazzi Umbertini.
La Chiesa è collocata in prossimità dell’Arco di Gallieno, addossata alle antiche Mura Serviane. Le Mura più antiche di Roma e fatte erigere nel VI secolo a.C. durante il Regno di Lucio Tarquinio Prisco e completate dal suo successore Servio Tullio. La Chiesa sorge sull’area un tempo occupata dal Macello di Livia, che più tardi si trasformò in luogo di martirio per molti cristiani, da qui l’esistenza della pietra scellerata dove avvenivano, si dice, le esecuzioni e da dove, in seguito, gli stessi cristiani grattavano dei frammenti per poi ingerirli e così guarire dai morsi dei cani rabbiosi. Nella Chiesa vi è un affresco attribuito ad Antoniazzo Romano, dove, oltre ai Santi Vito, Modesto e Crescenzia, viene rappresentato un cagnolino. Anche qui una “coincidenza”: i primi restauri nel 1620 (la Chiesa odierna è del 1477 ma la Chiesa antica ha menzioni nel VIII°/IX° secolo d.C.) furono a cura del Principe Federico Colonna guarito miracolosamente per intercessione di San Vito, dopo essere stato morso da un cane affetto da rabbia.
C’è una particolarità quasi assoluta della Chiesa: ha due facciate! 
Ma questa Chiesa cela anche un incredibile scrigno: i suoi sotterranei. Scavati nel corso degli anni ʼ70 del secolo scorso, conservano importanti testimonianze archeologiche: tratti delle Mura Serviane risalenti al VI secolo a.C. con la primitiva Porta Esquilina, del percorso basolato dell’asse viario e avanzi di opere idrauliche dovute alla sistemazione dellʼAnio Vetus, il secondo più antico di Roma dopo quello Appio.
Sarà, inoltre, possibile accedere anche i resti della prima diaconia paleocristiana del IV secolo d.C. ricavata negli ambienti di un castellum aquae e della necropoli cristiana situata al margine di una strada. La stessa area nella quale s’innesta l’attuale Parrocchia offre, peraltro, la vista a una porzione delle cosiddette Mura Serviane, in blocchi di tufo di Grotta Oscura, inserite in un edificio lungo Via Carlo Alberto e, orientato esattamente come queste, all’Arco di Gallieno, ricostruito in epoca giulio-claudia su quella che doveva essere la stessa Porta Esquilina.
Ecco qui una presentazione di quello che sarà un autentico viaggio e non una semplice visita guidata, in un luogo tra i più indicati per chi desidera partecipare agli eventi di Roma Nascosta.

Vi aspettiamo!!!

 

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